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La
Fondazione nasce nel 1971 ad opera di Fidalma Lisio, figlia di
Giuseppe Lisio, che le aveva lasciato in eredità una delle più famose manifatture
di tessuti in seta lavorati a mano esistenti in Italia (nella
foto).
Giuseppe Lisio aveva cominciato la sua attività nel 1906,
con lo scopo di ricreare il clima dell'antica bottega artistico-artigianale
e di far rivivere i fasti della tessitura italiana rinascimentale.
Grande successo arrise alla sua impresa, che, nel periodo fra
le due guerre mondiali, divenne famosissima, annoverando fra
i suoi clienti le più importanti corti europee e personaggi
famosi, come Gabriele D'Annunzio
e Giò Ponti. L'ispirazione per i disegni delle sue stoffe proveniva
dalla pittura rinascimentale, dall'iconografia medioevale, ma
anche da esemplari originali di stoffe antiche che egli collezionava.
Dopo la morte di Giuseppe Lisio la manifattura si dedicò
anche alla produzione di tessuti industriali di alta qualità.
Per volontà della figlia Fidalma la produzione a mano
fu separata dalla produzione meccanica: la Fondazione, con amministrazione
totalmente autonoma e controllata, ereditò i telai
a mano e il patrimonio di disegni dell'antica
manifattura, con il compito di continuare le antiche tecniche
di lavorazione, divenute troppo costose per il mercato e destinate
altrimenti a scomparire in breve tempo.
Fa parte del patrimonio attuale della Fondazione,
oltre agli strumenti di lavorazione, l'archivio di tessuti, di
disegni e di cartoni, che si possono in gran parte lavorare ancora
oggi. Possiede inoltre la collezione di tessuti antichi di Giuseppe
Lisio, che consiste di 350 pezzi databili dall'inizio del secolo
XV alla metà del secolo XIX, particolarmente importanti
per lo studio delle tecniche antiche.
Nella
foto: frammento di velluto
policromo fiorentino del '400,
rielaborato da G. Lisio per il suo velluto a tre corpi Mediceo. Questo
stesso motivo è ripreso nel logo della Fondazione (a destra).
Una parte dei telai manuali fu adattata ad
esigenze didattiche: la
scuola della Fondazione
mette oggi a disposizione dei suoi allievi sei telai
Jacquard, ognuno per una tipologia tessile diversa: lampassi,
damaschi, velluti, tessuti con doppi orditi.
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